Fai del bene a te stesso, ovvero abbi cura di te (Σεαυτὸν εὖ ποίει)

ESTRATTO

 

 

Abbi cura di te: fai emergere la tua voce interiore e realizza i tuoi desideri attraverso l'Oracolo di Delfi (Σεαυτὸν εὖ ποίει).
abbi cura di te
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Chissà quante volte ti sei chiesto cosa c’è che non va, cosa potrebbe farti decollare, emergere, uscire dal guscio in cui ti sei impantanato, spesso senza neppure sapere il motivo. Trascorri intere giornate a guardare dalla finestra un mondo che non sai vivere, NON VUOI vivere, mentre la vita ti scivola tra le dita e gli anni passano veloci, senza soddisfare neppure un desiderio, lasciandoti lì, inerme, a sprecarti in fantasie, invece di mordere il tempo, di mordere i giorni, di scendere in campo e spaccare il mondo!

Osservi dalla finestra ciò che potresti avere nella pratica, temendo cosa? Il baratro? Lo stai già applicando, in tutti quei minuti che non ti sei lasciato andare, in tutte quelle notti che invece di sognare hai pianto, in tutte quelle volte che ti sei bloccato il passo, annientato l’adagio, offuscato la mente…

E allora, solo allora, ogni tanto, in quella minuscola parte di te che osa ribellarsi, ti sei richiamato alla vita, ti sei detto: “oh, scuotiti dal torpore, esci, cammina, vivi!!!” ed è in quel preciso istante, in quel melodioso momento magico, che hai visto entrare in scena il tuo vero Sè, quello che ti salva sempre nei momenti peggiori, che ti dà una mossa, quella giusta, quella furba, quella azzeccata… e che ti sussurra piano, all’orecchio: “ABBI CURA DI TE”.

ikigai ragione di vita

Scoperta di sè attraverso l’ikigai: agisci consapevolmente attraverso l’Oracolo di Delfi (Γνοὺς πρᾶττε)

Quando quella voce ti appare, silenziosa, dolce, improvvisa, tu, ASCOLTALA.

Siamo portati a posare lo sguardo sempre sull’esterno: il partner non ci capisce, non ci viene incontro, eppure capperi, glielo abbiamo detto mille volte che quel comportamento ci procura fastidio, ma niente! Continua! Per non parlare poi dell’azienda: devo essere sempre io a finire i compiti più noiosi, i colleghi non mi considerano, e così il capo fa ricadere su di me ogni lamentela… e così via, altri pensieri, altri sensi di colpa e quel loop di disastri che si auto-alimenta.

Ma se invece che occuparci degli altri, volgessimo il punto di osservazione dentro di noi, non pensate che tutto cambierebbe in meglio?

Non pensate che siamo noi i veri fautori delle giornate positive, del mutare degli eventi, di ciò che potrebbe accadere di buono oppure no?

La massa è abituata a pensare che tutto ciò che conta deve venire da fuori: appagamento, denaro, riconoscimenti, successo. Quando nessuno “ti considera” ti senti escluso, privato di riconoscenza, eliminato. Il mondo che ci circonda, costruito da like sui social o followers, ci impone di essere al centro dell’attenzione attraverso futili fraintendimenti: chi non ha almeno 100.000 persone che ogni giorno gli proclamano giudizi o accorgimenti di senso, non è nessuno!

Allora diventa importante spostare la visuale sull’occhio interiore, guardare dentro di sé e chiedersi:

Io, cosa voglio davvero?

Perché gli estranei continuano ad avere influenza su di me?

Cosa mi potrebbe regalare un sorriso duraturo?

Cosa rappresenta per me un bacio del destino?

Perché permetto ai disagi che arrivano da fuori, di farmi del male?

Cosa non imparo dalle lezioni della vita in questo momento?

Dobbiamo sempre ricordare un imperativo categorico (L’imperativo categorico è quello che rappresenta un’azione come necessaria per se stessa, senza relazione con nessun altro fine, come necessaria oggettivamente. Poiché ogni legge pratica presenta un’azione possibile come buona, quindi come necessaria per un soggetto che sia praticamente determinabile dalla ragione, tutti gli imperativi sono formule di determinazione dell’azione necessaria secondo il principio di una volontà in qualche modo buona. Non c’è dunque che un solo imperativo categorico, cioè questo: agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che divenga una legge universale. I. Kant) e cioè che solo noi possiamo decidere se farci condizionare da elementi esterni, oppure utilizzare un atteggiamento mentale funzionale al nostro distacco.

Se ti interessa scoprire come i filosofi approfondiscono tali argomentazioni, una lettura diretta potrebbe essere attraverso il pensiero di Kant, che abbiamo appena accennato LINK

Ci sono poi aspetti che non puoi indagare e li devi lasciare affiorare dentro di te: riguardano il tuo spirito interiore, l’anima che manifesta il suo silenzio, si apre e si fa sentire. Lei conosce dei segreti che nessuno sa, neppure tu. Basta lasciarla esprimere, in quello stream of consciousness, tanto caro ai romanzieri di fine ‘800, che ben sapevano i vantaggi di uno sfogo mirato e geniale (come per esempio Joyce).

Sei preso dalle regole, da ciò che agli occhi degli altri è giusto o sbagliato, ti interroghi, rimugini e sei sempre allo stesso punto, impegolato in sentenze che non ti danno tregua.

Allora spostati, rilassati, mettiti in ascolto del tuo corpo e della tua anima, allontanati da quella realtà castrante e ingiusta e lascia spazio alle emozioni, a quei segnali di serendipity che il fato ti porta, alle intuizioni fugaci, le epifanie come le chiamava D’Annunzio, l’autore che invitava a trasformare la vita in un’opera d’arte.

Questo articolo è anche un invito a cercare ciò che ti serve dentro di te, cambiando focus, abbandonandoti a quel mondo interiore che viene sempre posto in secondo piano, solo perché non siamo in grado di coglierne le sfumature, solo perché non sa urlare il vero senso per cui esiste… e allora cosa fa per farsi notare? Crea malanni… arriva l’ansia, il mal di testa, la colite e tanto altro ancora! Questo serve per destare in te un campanellino d’allarme. Così finalmente ti fermi, gli dai retta, ti ascolti… ma quanto dura? Il tempo di recarti in farmacia a prendere un nuovo farmaco, il rimedio ovvio di tutti i mali: neanche un minuto per centrarti su te stesso, per verificare il problema, analizzare i contenuti psichici o somatici… non hai tempo per le magagne fisiche, devi occuparti di cose più importanti, il lavoro ti aspetta, la palestra, l’aperitivo con gli amici o i figli che chiedono aiuto.

E tu? Dove sei? Dove ti poni sulla scala delle priorità?

Intanto il farmaco fa effetto, bene, possiamo tornare indisturbati a non ascoltare chi ci disturba, chiudiamo il capitolo affanni, tutto sommato quella medicina è spettacolare, ha risolto, il sintomo è scomparso, il dolore un ricordo…

Ma il giorno dopo eccolo che riappare, questa volta più forte, più potente, più rigoglioso ed estenuante. E così i giorni successivi; adesso è necessario prendere due pillole, una non basta più.

Ricorriamo e rincorriamo stereotipi, sterili stili di vita che procedono per schematismi mentali imparati sulla carta, convenzionali e ripetitivi.

Il nostro fisico non ha altri modi per avvisarci di prenderci una pausa, di allontanarci dal mondo della frugalità e di ritrovare noi stessi. È necessario promuove il nostro continuo divenire, la nostra molteplicità che entra in moto, emerge e trova quelle soluzioni che abbiamo cercato per cento strade, tranne che dentro di noi, casa di ogni soluzione perfetta per la nostra unicità.

Allora ecco alcuni semplici accorgimenti che puoi applicare nella vita di tutti i giorni per avvicinarti alla tua sorgente interiore, da cui sgorga sapienza innata:

1 – Dedicare più tempo a te stesso

 Questo punto è fondamentale per la cura di sé in quanto permette di riappropriarsi del proprio tempo e delle proprie energie. Trovare momenti per sé stessi consente di riconnettersi con i propri bisogni, desideri e sentimenti, migliorando il benessere emotivo e fisico. La cura di sé inizia con la consapevolezza e l’attenzione verso il proprio benessere. Dedicare tempo a se stessi permette di rallentare, ricaricare le energie e riflettere sulle proprie esigenze e desideri.

2 – Dedicarsi alle cose che ti piacciono

Investire tempo in attività che ci appassionano e che ci danno gioia è essenziale per alimentare il nostro benessere emotivo. Queste attività possono agire come un’ancora emotiva, fornendo sollievo dallo stress e rinnovando il nostro spirito. Cerca di metterti al centro delle tue giornate e, per una volta, delega impegni e scocciature, pensando soltanto a te stesso. Questo non è egoismo ma sano equilibrio emotivo!

3 – Prestare attenzione a ciò che ti procura piacere

Essere consapevoli di ciò che ci fa sentire bene e cercare attivamente queste esperienze contribuisce alla cura di sé. Il piacere è un elemento cruciale per nutrire la nostra felicità e il nostro benessere complessivo. Focalizzarsi sulle attività e le esperienze che portano gioia e soddisfazione è fondamentale per nutrire l’anima e il corpo. Questo tipo di attenzione consente di coltivare una sensazione di felicità e realizzazione personale.

4 – Coltivare interessi e passioni

Impegnarsi in ciò che ci appassiona e ci stimola favorisce un senso di realizzazione personale e soddisfazione. Questo ci aiuta a mantenere vivo il fuoco interiore e a coltivare una vita più significativa e gratificante. Seguire i propri interessi e passioni aiuta a stimolare la creatività e la vitalità. Esplorare tali ambiti può anche favorire la crescita individuale e l’autorealizzazione.

5 – Esprimere il proprio pensiero in modo assertivo

Comunicare apertamente e in modo rispettoso ci consente di affermare i nostri bisogni e i nostri confini, contribuendo così al nostro benessere emotivo e relazionale. Essere in grado di esprimere se stessi senza arroganza, promuove la fiducia in sé stessi e nei propri rapporti. La comunicazione aperta e autentica è fondamentale per il benessere personale. Esprimere i propri pensieri e sentimenti in modo rispettoso e chiaro favorisce la comprensione reciproca, riduce lo stress e rafforza i legami interpersonali.

6 – Accettare di non avere tutto sotto controllo

Riconoscere e accettare che alcune cose sono al di là del nostro controllo, ci libera dalla paura e dallo stress e ci permette di concentrarci su ciò che possiamo effettivamente influenzare. Questo porta a una maggiore serenità mentale e emotiva. La cura di sé implica anche accettare la propria umanità e vulnerabilità. Essere consapevoli che non tutto è prevedibile o controllabile permette di ridurre l’ansia e di adottare un atteggiamento più flessibile di fronte alle sfide della vita.

7 – Essere creativi nel risolvere i problemi

La capacità di trovare soluzioni creative e innovative ai problemi ci permette di affrontare le sfide della vita in modo più efficace e resiliente. Questo ci sprona a sentirci più competenti e sicuri nelle nostre capacità. La creatività è un’abilità preziosa per affrontare le difficoltà e trovare soluzioni innovative. Coltivare la propria creatività non solo aiuta a superare gli ostacoli, ma può anche portare a scoperte personali entusiasmanti e a un senso di realizzazione.

La cura di sé implica dedicare tempo e attenzione al proprio benessere fisico, emotivo e mentale. Ciò include il perseguire le proprie passioni, comunicare in modo aperto e rispettoso, accettare l’incertezza e utilizzare la creatività per affrontare le sfide. Questi aspetti si integrano per promuovere un senso di equilibrio, soddisfazione e autorealizzazione nella vita di ogni individuo.

Ti lascio degli Aforismi di riflessione per comprendere ancora in uno step successivo, quanto sia importante credere in te e nel tuo potere interiore.

Leggili, rendili tuoi e mettili pratica ogni giorno, se puoi anche più volte:

Curati dei tuoi pensieri; diventeranno parole. Curati delle tue parole; diventeranno azioni. Curati delle tue azioni; diventeranno abitudini. Curati delle tue abitudini; diventeranno il carattere. Curati del tuo carattere; diventerà il tuo destino. (Ralph Waldo Emerson)

  1.  Innamorati di te. Della vita. E dopo di chi vuoi. (Frida Kahlo)
  2. Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere. (Jim Rohn)
  3. Ricordatevi di prendervi cura di voi. A volte si é cosí occupati a prendersi cura degli altri che ci si dimentica di sé. (Cheryl Richardson)
  4. Noi siamo i nostri pensieri, ma allo stesso tempo siamo ben più dei soli nostri pensieri. Siamo anche i nostri sentimenti, le nostre percezioni, la nostra saggezza, felicità e amore. Quando sappiamo di essere più dei nostri pensieri possiamo decidere di non consentire al nostro pensare di assumere il controllo e dominarci. (Thich Nhat Hanh)
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