“Non c’è dunque che un solo imperativo categorico, cioè questo: agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che divenga una legge universale.” (I. Kant)
E cioè che solo noi possiamo decidere se farci condizionare da elementi esterni, oppure utilizzare un atteggiamento mentale funzionale al nostro distacco.
In un nostro precedente articolo, riguardante le massime dell’Oracolo di Delfi, ti incoraggiavo a determinare gran parte delle tue scelte, attraverso un’azione mirata ed efficace ad ottenere il tuo obiettivo… o meglio, a MUOVERTI verso il tuo obiettivo, rispetto a quella dinamica versatilità, che ti crea e modella, come essere totalmente diverso da tutti gli altri e, come tale, originale, sia nelle scelte che nel problem solving utile a raggiungerle!
Come avete già compreso se seguite il nostro blog, (e in caso contrario vi invito a farlo) la filosofia torna spesso a trovarci, come modello da seguire per escogitare molte soluzioni che ci attanagliano nella vita di tutti i giorni. Ho sempre pensato, che la filosofia sia la madre della psicologia, nata prima di lei e ancora attiva su più livelli, con cui la psicologia si deve confrontare e scendere a patti… (ma questo discorso merita un approfondimento a sé).
Leggiamo cosa scrive l’Enciclopedia Treccani in proposito:
FILOSOFIA: Attività di pensiero che attinge ciò che è costante e uniforme al di là del variare dei fenomeni, con l’ambizione di definire le strutture permanenti della realtà e di indicare norme universali di comportamento.
“Lo scopo della filosofia, più in generale, è d’indagare il reale nella sua complessità, nella sua molteplicità di aspetti e attraverso diversi approcci (etico, politico, matematico, logico, metafisico, ecc.)”
Nell’antichità, gli uomini non si ponevano troppe domande e quando non riuscivano a spiegarsi qualche evento, demandavano agli dei tutte le risposte. Ogni cosa era stata creata da loro, ogni condizione umana ne derivava e qualsiasi comportamento, attitudine, persino i movimenti della natura, tutto era spiegato come volontà divina. Capite che in un tale modus operandi, resta poco spazio al dubbio, alla domanda fine a se stessa o al semplice tentativo di risposta, fuori da certi schematismi mentali.
Successivamente però, con l’evolversi della civiltà, all’uomo non è più bastata questa spiegazione, che sembrava scontata e poco scientifica. Di conseguenza, ha cominciato a porsi domande universali: chi siamo, da dove veniamo, da dove è nato il mondo finora conosciuto e successivamente l’universo, come dimostrare l’arrivo degli esseri viventi sul pianeta e che tipo di pianeta è la Terra… e molti altri quesiti che via via, esplodevano nella mente di coloro che in futuro avremmo chiamato scienziati, artisti, letterati, filosofi.
Così, intorno al VI secolo avanti Cristo, in Grecia, nasce il termine filosofia che deriva dal greco philosophía: “philo” e “sophìa” (sapienza), e significa proprio “amore del sapere”, quella conoscenza tanto ambita quanto sofferta dai suoi padri, uomini che non si accontentavano della mera facilità di parola, ma ricercavano la verità scientifica e oggettiva dei fenomeni.
A cosa serve dunque nella nostra contemporaneità assumere un approccio filosofico e perché ne stiamo parlando?
“La filosofia è una disciplina umanistica che stimola l’intelligenza a porre domande sul senso della vita e a imbastire una risposta; ci aiuta e guida quindi nelle scelte esistenziali. Non solo aiuta a vivere meglio, ma è indispensabile se vogliamo vivere una vita degna di essere vissuta.”
È importante dunque comprendere, il ruolo PRATICO di alcune discipline che altrimenti rischierebbero di rimanere nel limbo della lettura frugale, fine a se stessa. Quando ci soffermiamo tra le righe di una pagina, di un libro, di un testo di qualsiasi origine o spunto, il mio consiglio è quello di scendere in profondità, riflettere e annotare eventualmente le parole più significative a bordo pagina e poi tornarci su magari dopo una tisana o una tazza di tè caldo.
Questo serve a staccare l’attenzione per qualche minuto, sganciarci dalla lettura per poi riproporla in un momento successivo, in cui abbiamo preso le distanze dai nostri preconcetti, che spesso si formano quando non siamo d’accordo con una tesi o un’affermazione, e provare a vedere le cose da un punto di vista diverso…
Quindi porsi domande non solo è fondamentale per procedere sulla nostra evoluzione, sia sul piano personale che sociale, ma anche per scoprire che il mondo che ci circonda ha bisogno di risposte, di cura e di proposte che possono davvero cambiare il corso della storia, la nostra storia in primis e la storia di coloro che ci accompagnano in questo lungo e tortuoso viaggio che si chiama: LEZIONI DI VITA