Esci dalle relazioni tossiche e rispetta te stesso (Σεαυτὸν αἰδοῦ)

ESTRATTO

 

 

Liberati dalla stretta delle relazioni tossiche: strategie pratiche per identificare, affrontare e superare le relazioni disfunzionali, per riprendere il controllo sulla nostra vita.
Relazioni tossiche rispetta te stesso
Relazioni tossiche rispetta te stesso

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Quando apriamo lo spinoso argomento del rispetto di sé, molte persone, durante gli eventi o i meeting, non ne conoscono veramente il significato.

Ritengo che, ancora prima di addentrarsi in un discorso impegnativo e importante, sia necessario mettersi pienamente d’accordo sui significati dei termini, sia lessicalmente, che emotivamente.

Andiamo dunque a comprendere meglio in cosa consiste questa frase rispettosa, che riguarda la pienezza di sé.

Il vocabolario riporta la seguente definizione:

1. Sentimento di deferenza e di stima nei confronti di una persona ritenuta degna: nutrire, provare rispetto per qualcuno; incutere, ispirare rispetto[…]

2. Sentimento che induce a riconoscere i diritti, il ruolo, la dignità, il decoro di persone o di cose e fa astenere dal recare loro offesa; l’atteggiamento o gli atteggiamenti che ne derivano: il rispetto di un luogo, della natura; portare rispetto a qualcuno[…]

Vi potrei riportare moltissime altre definizioni oppure opinioni su tale parola, ma praticamente tutte, impongono una visione esterna, cioè non tengono in conto un riferimento a me stesso.

Mi spiego meglio.

Portare rispetto ad altre persone è fondamentale, il rispetto civico, civile anche educativo di questo atto, ci obbliga a tenere conto della società intesa come bene comune. Io non posso ledere gli altrui diritti o le altrui libertà, proprio perché, la mia libertà finisce, dove comincia la tua.

Ma vorrei sapere, per quale motivo, nessuno si sofferma mai, sul rispetto per noi stessi.

Facciamo il punto della situazione.

Negli ultimi tempi, soprattutto a causa dei gravi episodi di femminicidio, si è sentito raccontare, da eminenti psichiatri o criminologi, come spesso le vittime di questi omicidi, erano donne intrappolate nelle cosiddette  “relazioni tossiche”.

Se ascoltiamo o leggiamo le riflessioni di studiosi in materia, scopriamo che:

“Una relazione tossica è costantemente spiacevole e prosciugante per le persone coinvolte, al punto che i momenti negativi superano quelli positiviLe relazioni tossiche sono mentalmente, emotivamente e forse anche fisicamente dannose per uno o entrambi i partner.” (Dott.ssa Lillian Glass, autrice del libro “Toxic People” (1995), prima a dare una definizione di relazione tossica).

Qualsiasi relazione tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c’è conflitto e uno cerca di minare l’altro, dove c’è competizione, dove c’è mancanza di rispetto e di coesione”.

Ma per entrare ancora di più nel dettaglio, vediamo inoltre:

“Nel contesto di una relazione tossica, si possono sperimentare una mancanza di sostegno reciproco, mancanza di comprensioneumiliazione o continui conflitti e attacchi. È una relazione competitiva, priva di rispetto e di coesione.”

“Dipendenze affettive che si basano su rapporti disfunzionali;  ci tengono legati per troppo tempo a persone sbagliate. Sono legami che anziché donare benessere, generano insoddisfazione, ansia e prosciugano le nostre energie”.

Immagino che tutti abbiate compreso quanto siano negative queste tipologie di relazione, siano esse riferibili a un partner, a un rapporto familiare oppure amicale

Sono quelle relazioni che ci ingabbiano in rapporti fini a se stessi, che non ci fanno crescere, ma anzi abbassano non solo la nostra autostima, ma la completezza della nostra carica vitale.

Innescano un’escalation emotiva distruttiva: si passa dai sensi di colpa per non aver compreso l’altro, per non essere riusciti a fare qualcosa di più, alla colpa incondizionata di aver contribuito a dissolvere i sentimenti che l‘altro nutriva per noi.

Non voglio in alcun modo entrare in questo articolo, nelle varie sequenze di iter disfunzionale che mettono in atto i manipolatori, i narcisisti, o altre figure altrettanto disturbate, ma ciò su cui mi preme puntare l’attenzione, riguarda la vostra incolumità personale, strettamente legata alla sanità mentale di ciascuno di noi. 

La violenza psicologica interessa oltre il 20% delle donne in Italia, di seguito alcuni dati:

I numeri della violenza psicologica in italia

Le relazioni sane sono tutte quelle relazioni che rappresentano un’occasione di crescita e scambio. Il supporto reciproco all’interno di queste relazioni, e in particolar modo sentirsi supportato, contribuisce a generare un sentimento di sicurezza in quanto l’altro fornisce una base sicura che favorisce il raggiungimento dei propri obiettivi ed incrementa i livelli di auto-efficacia (Feeney, 2007).

Alla base di un problema di condizionamento con gli altri, troviamo inesorabilmente, un problema con noi stessi che, in questo aspecifico caso, potrebbe essere riferito a una sostanziale insicurezza e senso di sfiducia verso le nostre capacità e possibilità.

Molti dei pazienti che riferiscono ai loro medici, di vivere sofferenze relazionali, sono persone che non credono in se stesse, spesso fragili, o che hanno subito traumi, vessazioni, manchevolezze; persone che si appoggiano su partner che si approfittano del loro stato passeggero di caducità, per sottometterle emotivamente e fisicamente.

Quando siamo giù di morale, capita di avere bisogno di un sostegno esterno, una parola buona, un semplice abbraccio, dove al posto delle braccia troviamo un cuore grande pronto a coccolarci; ma se al posto di un supporto benevolo, incappiamo in un manipolatore, questo ci condurrà direttamente nella prigionia della dipendenza affettiva, senza neppure che ne accorgiamo. La letteratura, i post sui social, i video, la tv, sono pieni di persone che testimoniano quanto sia stato facile prendersi gioco di loro, in un iter spesso implosivo di chiacchiere, parolacce e percosse.

Ma le relazioni tossiche, non riguardano solo partner violenti o narcisisti intrusivi, ma anche i giudizi e le critiche di cui spesso ci sentiamo inermi e sopraffatti!

E sai per quale motivo si scatena dentro di te un groviglio di conflitti quando ti senti ingiustamente criticato? Perché il peggior giudice di te stesso sei proprio tu!!! E quando qualcuno dall’esterno ti critica, aggancia la voce interiore che già in passato aveva sviluppato lo stesso nocivo chiacchiericcio interiore… e voilà, il gioco è fatto! Eccoci belli caduti nella trappola svalutativa che ci vuole vittima di noi stessi.

Se siamo i primi a non fidarci di noi, come possiamo pensare che lo facciano gli altri? Siate i migliori amici di voi stessi, consigliava Seneca in una delle sue massime più note.

Nel giudizio più spietato, spesso si cela la mancanza di autostima: ci fidiamo più di un giudizio esterno che di noi stessi; incapaci di ascoltare il nostro Sé autentico e vero conoscitore delle nostre verità. 

Anche perché, chi critica e giudica gli altri, in realtà sta giudicando se stesso! Succede infatti che vede nei tuoi difetti, qualcosa di sé che non sopporta. Se la prende con te, perché non riesce a prendersela con se stesso, dato che forse e dico forse, inconsciamente tende a nascondersi i lati peggiori di una personalità che lui in primis, non riesce ad accettare. Quindi, dato che risulta molto più semplice vomitare un cibo avvelenato e che creerebbe non pochi problemi di gestione tenerlo dentro, allora ecco che umilia chi lo circonda, attribuendogli le peggiori nefandezze che riguardano, in realtà, soltanto se stesso.

Mai sentito parlare dello specchio riferito all’Ombra? Quella parte di noi che ci rifiutiamo di vedere, la riflettiamo sull’altro al di fuori. Come salvare dunque noi stessi da questi vampiri esistenziali?

Semplicemente allontanandoli. Non sentendoci in alcun modo sfiorati dalle loro lamentele, insulti, insoddisfazioni personali, bloccandoli sul nascere e ponendoli nella condizione di confrontarsi prima di tutto attraverso una riflessione interiore e secondariamente, consultando un professionista che li possa curare adeguatamente, prima che commettano errori tali di cui potrebbero gravemente pentirsi, mettendo a repentaglio non solo la loro salute ma anche quella degli altri.

Capita inoltre, che ascoltando i giudizi di chi invidioso e geloso dei nostri successi tenta di metterci il bastone tra le ruote, perdiamo di vista i nostri veli talenti che vengono in questo modo sminuiti e offuscati.

Guardiamo dunque più da vicino, una delle tante tecniche efficaci volte a superare le relazioni tossiche, riscoprire il rispetto di sé e mettere in moto i propri talenti. È importante sottolineare, che il processo può richiedere tempo e impegno, perché, le soluzioni hanno sempre necessità di essere implementate nella nostra routine quotidiana.

  1. Consapevolezza delle dinamiche relazionali: il primo passo consiste nell’identificare le relazioni tossiche e disfunzionali. Questa consapevolezza è essenziale per comprendere il ruolo delle persone manipolative e il loro impatto sulla propria autostima.
  2. Riconoscimento dei propri confini: imparare a riconoscere e affermare i propri confini è fondamentale per proteggere la propria autostima e ridurre l’influenza delle persone rancorose.
  3. Pratica del distacco emotivo: allenarsi a distaccarsi emotivamente dalle critiche e dai giudizi degli altri è cruciale per non permettere loro di minare la propria autostima.
  4. Crescita personale: investire nel proprio sviluppo personale attraverso attività come la terapia individuale, la lettura di libri di crescita personale e la partecipazione a workshop può aiutare a rafforzare la propria autostima e a superare le influenze negative.
  5. Cercare supporto: cerca il supporto di amici, familiari o di una rete di sostegno sociale. Parla delle tue esperienze e dei tuoi sentimenti con persone di fiducia che possono offrire supporto emotivo e prospettive diverse.
  6. Praticare l’auto-compassione: coltivare l’auto-compassione è essenziale per proteggere la propria autostima e superare i giudizi negativi. Sii gentile con te stesso/a e trattati con la stessa compassione che riserveresti a un amico/a in difficoltà.
  7. Riflessione e introspezione: dedica del tempo a riflettere sulle tue esperienze e sui tuoi sentimenti. L’introspezione può aiutarti a comprendere meglio le dinamiche delle relazioni tossiche e a identificare i modelli comportamentali da cambiare.
  8. Pratica del perdono: lasciare andare la rabbia e il risentimento verso le persone manipolative può liberare energia mentale ed emotiva per concentrarsi sul proprio benessere e sulla crescita personale.
  9. Sviluppo di interessi e passioni: concentrati sullo sviluppo dei tuoi interessi e delle tue passioni. Investire tempo ed energia in attività che ti appassionano può aiutarti a riscoprire il piacere di vivere e a valorizzare i tuoi talenti.
  10. Creare nuove relazioni positive: cerca di costruire relazioni sane e positive con persone che ti sostengono e ti incoraggiano. Coltivare legami significativi con individui che rispettano e apprezzano la tua autenticità può aiutarti a rafforzare la tua autostima e a superare le influenze negative del passato.
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