Non chiedetemi per quale motivo, ma sono sempre rimasta affascinata dal fiore di loto… mi bastava guardarne le raffigurazioni su giornali e riviste, che subito scattava dentro di me, un’attrazione particolare, o dovrei dire fatale?
Sia quel che sia, oggi la sua immagine ha di nuovo richiamato prepotentemente la mia attenzione e quindi ho compreso, secondo quell’antica filosofia secondo la quale nulla avviene per caso, che dovevo prestargli il tempo necessario a venire rappresentato come avrebbe voluto.
Ed eccomi qui, a raccontarvi dunque il valore di questo preziosissimo alleato della natura.
Lui vanta innanzitutto una storia millenaria, proprio il suo significato simbolico che non si esaurisce soltanto nella sua bellezza, così simile a quella delle ninfee tanto amate dagli dei, ma va al di là dei confini di popoli e tradizioni.
Uno delle caratteristiche peculiari che lo differenziano da tanti suoi simili riguarda la sua nascita: affonda infatti le radici nell’acqua fangosa e nonostante questo, riesce a rimanere puro e incontaminato; sbocciando dalla melma, simboleggia un duplice aspetto: riuscire a vedere la luce anche se le circostanze sono avverse; vincere contro ogni negatività, che si possa presentare fin dall’inizio degli eventi.
Il Fiore di Loto viene associato principalmente alla culture asiatiche e a Budda. Durante le meditazioni più importanti, una posizione dello yoga ( gambe incrociate con le mani sulle ginocchia) è riferita all’idea di benessere che questa pianata ispira.
Ma anche nell’antico Egitto questo fiore ha visto la sua fortuna: era offerto in dono agli dei e rappresentava il simbolo del dio sole Ra, per questo motivo veniva associato al concetto di rinascita e vita eterna.
Anche nei miti greci, in particolare quelli riferiti alla figura di Ulisse, incarna il concetto di rinascita e rinnovo spirituale, proprio nel senso di chi ha saputo raggiungere gli obiettivi prefissati nonostante le condizioni iniziali non si presentassero troppo favorevoli.
Abbiamo compreso dunque, dall’esempio di questo piccolo e fragile fiore, come spesso nella vita di tutti noi, sia importante non darsi mai per vinti, combattere fino alla fine, fino a quando ci sono le possibilità per dichiararsi ancora vittoriosi. Questa pianta, ci insegna dunque, che la perseveranza e la tenacia portano sempre al successo e quando questo successo è auspicato dopo una delusione o un periodo particolarmente buio della nostra esistenza, allora possiamo chiamarlo: RINASCITA.

TUFFATI NELL’IMMAGINE
Purezza, onestà, sincerità, risolutezza, costanza sono tutti aggettivi che possono qualificare non soltanto il fiore, ma anche una personalità decisa a sostenere le proprie idee, a portarle avanti e a costruire un solido futuro che confermi e realizzi sogni e ambizioni.
E tu?
Fino a che punto sai metterti in gioco?
Fino a dove potresti arrivare? Cedi rapidamente o persisti verso l’obiettivo ?
Credi della tua vita una palestra di successi o le sconfitte ti hanno piegato al punto di rinunciare spesso alla lotta?
Rinascita: spirituale, economica, sociale, affettiva, cosa indica questo termine per te? E soprattutto, come lo vivi?