Psicologia del colore arancione

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L'arancione è per convenzione associato alla saggezza, alla comprensione, alla fiducia di sé, all’allegria contagiosa e alla capacità di gestire, metabolizzare ed eliminare i sensi di colpa.
psicologia del colore arancione
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Il colore arancione

La psicologia del colore arancione e le emozioni ad esso correlate

Forse non tutti sanno che, anche i colori, così come i molteplici aspetti dell’esistenza, presentano caratteristiche positive e negative, quasi a sottolineare che ogni medaglia ha sempre un suo rovescio…

Caratteristiche

Come caratteristica positiva del colore arancione troviamo: un misto delle caratteristiche positive dei colori da cui trae origine e cioè del rosso e del giallo. In più si potrebbe definire l’arancione come denso di stimoli, di vitalità e per ritrovare le energie perdute. Chi lo sceglie, è una persona che si definisce: socievole, fiduciosa e aperta al prossimo e decisamente creativa. Governa il mondo della fisicità e dei piaceri sessuali e corporali.

Per converso, le caratteristiche negative della personalità che rifiuta questo colore, riguardano: forte pessimismo, carattere incline alla tristezza e alla mancanza di allegria, poca esuberanza e passionalità, con possibilità di sfociare in gravi forme di chiusura dentro di se stessi, asocialità e apatia.

Tra i consigli che gli esperti forniscono in questi casi, anche se si ricorda che non è mai opportuno generalizzare, c’è quello di uscire di casa, trovare nuovi amici, evitare i pensieri ricorsivi e le persone che potrebbero incidere negativamente sul nostro temperamento.

Emozioni

Per quanto concerne invece il mondo delle emozioni, il colore arancione è per convenzione associato alla saggezza, alla comprensione, alla fiducia di sé, all’allegria contagiosa e alla capacità di gestire, metabolizzare ed eliminare i sensi di colpa legati a situazioni dolorose in campo affettivo. Essendo persone decisamente razionali, raramente si lasciano andare, pur nella loro esuberanza, e passano il limite del consentito.

Alcune curiosità storiche legate al mondo del colore arancione

Nella cultura giapponese e cinese, l’arancione, soprattutto legato alle arance, è da sempre considerato espressione di buon augurio; fin dal XII secolo, infatti, il primo giorno di ogni anno, un carico di frutti partiva da Pechino diretto alle divinità della città di Foochow e le relative offerte di arance acquisivano l’auspicio di felicità. prosperità e abbondanza.

L’arancione diviene anche il colore del sole al tramonto e delle foglie d’autunno, con i relativi vissuti di tristezza e nostalgia che accompagnano il termine delle giornate o la fine di un ciclo.

L’etimologia popolare del frutto dell’arancio, inoltre, aggiunge ulteriori riflessioni: in latino, esso era chiamato aurantium, da aureum, cioè oro. La combinazione tra gli elementi di questa conoscenza dorata con quelli associati alle proprietà del rosso più vicine all’amore, secondo Frédéric Portal, collocano l’arancione sul versante dell’illuminazione spirituale, come dimostrano le vesti zafferano (dal persiano za’fran, che significa oro, illuminazione, saggezza rivelata) dei monaci buddisti oppure le numerose iconografie bizantine che raffigurano il Cristo.

Il colore arancione acquisisce poi, un significato specifico e particolare: l’auspicio che la passione e l’ardore del rosso possano essere attenuati con la saggezza dorata del giallo. Già nell’antica Roma, infatti, arancione era il velo della Flaminica Dialis, la sposa di Flamen Dialis (sacerdote di Giove) alla quale era inibito il divorzio. Per tale ragione, durante i riti nuziali, le spose indossavano un velo del medesimo colore, il flammeum, così rilevante che sposarsi, per la donna, era definito nubere, ossia prendere il velo, velarsi, ed avente l’importante funzione di contrastare gli eccessi delle passioni terrene.

A tal proposito, la pietra di giacinto rappresentava anche la fedeltà e la certezza della fede, poichè si decolora se viene riscaldata, esprimendo in tal modo il raffreddamento delle passioni ardenti. Ma quando l’equilibrio tra la passione della libido e la saggezza dello spirito si spezza, tale colore può significare anche l’ipocrisia, l’adulterio oppure la lussuria e, non a caso, per i cristiani l’arancione rappresentava uno dei sette vizi capitali, i peccati di gola.

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