“Mastermind” di James Patterson
Cerchiamo di comprendere l’altro quando spesso, non comprendiamo neppure noi stessi
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LO CONSIGLIEREI A CHI… Vuole mettersi in gioco e tenta nuove vie per eludere il baratro della falsità sociale, gettando le maschere, le finzioni, adottando solo la sincerità che lo contraddistingue.
Oggi vi propongo un romanzo, un thriller psicologico dettato dalla magica penna di James Patterson, uno degli scrittori americani più amati dal grande pubblico.
Il “Mastermind” è un uomo dall’insospettabile trasparenza; capo dell’FBI americano, si comporta da perfetto detentore della legge in apparenza, ma poi, dietro le quinte, emerge un lato di lui che è buio, tenebroso, dai contorni torbidi ed infidi… l’assassino spietato che nessuno si aspetterebbe mai di trovare!
La personalità del protagonista si dipana poco a poco, saggiamente viene celato il suo vero nome e la sua identità scoperta solo dopo momenti di acuta suspence e drammatici accadimenti.
Ed ecco svelato l’identikit autentico, l’oscurità che non lascerà mai posto alla Luce, una persona che non si pente né si redime ma continua a indossare la maschera, nasconde sentimenti e miserie, atrocità e menzogne.
La maschera indossata non è soltanto quella lavorativa, dove Kyle Craig si presenta agli occhi del mondo come uomo pacato, dedito alla causa e alla famiglia, ma anche mentale: l’individuo in questione, è ben consapevole del male che infligge, anzi non solo sa esattamente cosa vuole ottenere e come, ma addirittura ne è compiaciuto!
Il detective che si deve occupare del caso è lo storico Alex Cross (interpretato sul piccolo schermo da Morgan Freeman) poliziotto di colore che veleggia per le vie di Washington per tentare di salvare il salvabile in quartieri che ormai hanno davvero ben poco da offrire. Il profiler che psicologicamente indaga attraverso indizi lasciati da questi malati psichiatrici, scopre ben presto cosa si cela dietro tanto perbenismo.
Ma al di là della trama, certamente ben congeniata, si vuole richiamare l’attenzione proprio sull’aspetto che nella vita quasi mai le cose sono come sembrano… o come le persone le vogliono presentare…
Se ci pensiamo, la pubblicità è la prima forma di inganno autenticato dalla società. Tutti accogliamo certi “consigli” che vediamo per televisione e poi spesso, quando ci rechiamo per concludere l’acquisto, scopriamo che non è esattamente come ci era stato proposto…
Nel mondo dell’immagine, dunque, succede spesso come nei romanzi:
“La linea di confine tra un poliziotto e un criminale è talvolta molto sottile. L’uno fruga nella mente dell’altro e i pensieri, come in uno specchio, si raddoppiano.”
Cerchiamo di comprendere l’altro quando spesso, non comprendiamo neppure noi stessi; pirandellianamente siamo uno, nessuno e centomila, cercando di compiacere di continuo ora questo ora quello, a seconda delle convenienze o delle convenzioni sociali.
Allora dunque proviamo a domandarci, in un atto di sincerità reale verso noi stessi: cosa vogliamo veramente per noi? Chi siamo? Dove stiamo andando?
Ma soprattutto:
Siamo veramente noi stessi o stiamo indossando la maschera della promiscuità di intenti?
INVITO ALLA LETTURA "Mastermind":
Scegli frasi da romanzi che ti hanno provocato turbamento e prova a riscrivere la storia in termini positivi, come se le maschere della falsità non esistessero. Assembla le frasi in un ordinato racconto-collage e improvvisati… Detective per un giorno!!!
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